domenica 9 luglio 2017

La Favorita (1952)


La favorita (1952) Regia di Cesare Barlacchi. Dall'opera di Gaetano Donizetti. Fotografia di Massimo Dallamano (Ferrania Pancro C7). Interpreti: Sofia Lazzaro (voce di Palmira Vitali Martini, Eleonora), Gino Sinimberghi (voce di Piero Sardelli?, Fernando), Paolo Silveri (re di Castiglia), Franca Tamantini (voce di Miriam Di Gioia?, Ines), Alfredo Colella (Baldassarre, anche voce), Giorgio Costantini (ufficiale del re, voce di Nino Russo?). Direttore d'orchestra Nicola Rucci. Orchestra Organizzazione Rizzi. Balletto Opera di Roma, coreografo Guglielmo Morresi. Costumi Ditta Ferroni. Carla Ragionieri assistente regia. Durata: 1h15'

"La Favorita" di Cesare Barlacchi (1952) rischia di rimanere famoso solo per la presenza di Sofia Loren come protagonista (doppiata da una vera cantante). All'inizio della sua carriera, la Loren usò dapprima il suo vero cognome, Scicolone, e poi alcuni pseudonimi come appunto questo Sofia Lazzaro, per poi diventare definitivamente Sophia Loren. Nel repertorio operistico della Loren c'è anche un'Aida, pochi mesi dopo questa "Favorita"; il grande successo arriverà nel 1954-55, con Blasetti e con Vittorio De Sica. L'opera di Donizetti è famosa e contiene musica molto bella; il libretto è spesso poco comprensibile e nel film è quindi benvenuta la voce del narratore fuori campo, che spiega bene tanti dettagli altrimenti poco comprensibili. Il soggetto è quello del giovane che si innamora di una ragazza senza sapere che quella ragazza è la favorita del Re di Castiglia; il giovane è valoroso e si guadagna benemerenze sul campo di battaglia, così che il Re gliela concede in sposa. Dopo il matrimonio, il giovane scoprirà la verità sentendosi beffeggiato dai cortigiani. Il finale è tragico; il soggetto verò ripreso da Offenbach con l'operetta "La Périchole" (con Offenbach c'è il lieto fine, e anche tanta altra bella musica da conoscere).
 
Su questo film, e sulla regia di Cesare Barlacchi, bisognerà dare indicazioni contrastanti: la parte operistica è irritante, quasi parodistica, invece il resto non è male, un buon film d'avventura con un'ottima fotografia (di Massimo Dallamano, in bianco e nero) e scene di guerra in esterni, con cavalli e cavalieri, molto ben fatte. Le coreografie, peraltro non brutte, mostrano danze di turchi e amazzoni, con turbanti e roteare di scimitarre e con precisi dettagli delle ballerine in primo piano, roba da night o da varietà ma che comunque aveva un suo scopo e che tutto sommato non dispiace.
La compagnia di canto non è delle migliori, bravi comunque il baritono Paolo Silveri e il basso Alfredo Colella; ad essere irritante è la voce della cantante applicata a Sofia Loren. Il sincrono c'è, ma l'insieme è del tutto improbabile (forse non era così all'uscita del film, ma la voce della Loren ormai la conosciamo benissimo...). Tutti recitano comunque bene, spenderei una parola per l'attrice Franca Tamantini (Ines), molto convincente nel suo ruolo.
 

Alcune arie di Donizetti sono tra le mie preferite: "Vien Leonora", "Splendon più belle", "Spirto gentil", e altre ancora; difficile comunque togliersi dalla memoria le tante registrazioni e gli ascolti dal vivo. Soprattutto il tenore (le indicazioni in merito sono poco precise, dovrebbe essere la voce di Piero Sardelli che doppia l'altro tenore Gino Sinimberghi, qui usato solo come attore) non riesce a rendere bene l'idea di che cosa sia la sua parte; per chi fosse interessato consiglierei le registrazioni di Aureliano Pertile, di Tito Schipa, di Alfredo Kraus, di Pavarotti... (la lista completa sarebbe lunghissima). Interessante la messa in scena di "Spirto gentil" nel finale, come riassunto di ciò che è successo, montando in sequenza brani dalle scene precedenti (direi una buona idea). Nel complesso, un film più che dimenticabile ma che ha comunque i suoi pregi.

 

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